A Pagani, in provincia di Salerno, il Lunedì dell’Angelo — il giorno che segue la Pasqua, comunemente chiamato Pasquetta — si rinnova una delle feste popolari mariane più sentite della Campania: la Madonna delle Galline. È un appuntamento che intreccia fede, tradizione contadina e identità locale, e che ogni anno richiama fedeli e visitatori nella cittadina dell’Agro Nocerino-Sarnese.
Cos’è la Madonna delle Galline
“Madonna delle Galline” è il soprannome con cui la devozione popolare di Pagani chiama la Madonna del Carmine, il cui titolo proprio è appunto Madonna del Carmine, o Madonna del Carmelo. Il nome popolare, in uso almeno dalla metà del XVIII secolo, deriva da un racconto della tradizione locale legato al ritrovamento dell’immagine sacra, che vede protagoniste alcune galline (approfondito più avanti in questa pagina).
La celebrazione si svolge il Lunedì dell’Angelo e coinvolge due luoghi di culto distinti della città: il Santuario della Madonna delle Galline, dove l’immagine è custodita e venerata tutto l’anno, e la vicina Basilica di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, tappa simbolica della processione. Attorno al culto mariano si è sviluppata nel tempo una festa che unisce il momento liturgico e processionale a elementi di tradizione popolare, tra cui la presenza di galline vive, spesso ornate con nastri, portate o offerte dai fedeli.
Storia e origine del culto
Il Santuario della Madonna delle Galline, in via Guglielmo Marconi a Pagani, sorge accanto al preesistente oratorio dell’Annunziatella: la sua costruzione iniziò nel 1610. Dalla metà del XVIII secolo la chiesa è conosciuta anche con il nome popolare “Madonna delle Galline”, che nel tempo ha finito per affiancare e in parte sostituire, nell’uso comune, il titolo proprio di Madonna del Carmine. Nel 1954 la chiesa è stata elevata a Santuario Mariano.
Un secondo luogo di culto, distinto dal santuario ma parte integrante della festa, è la Basilica di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, anch’essa a Pagani: fatta costruire per volontà dello stesso Sant’Alfonso a partire dal 1756 (i lavori, con varie interruzioni, si conclusero nel 1824), fu dedicata originariamente a San Michele Arcangelo e divenne Basilica Pontificia nel 1908 per volere di papa Pio X. Vi sono custodite le spoglie di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, vescovo, fondatore della Congregazione del Santissimo Redentore (i Redentoristi) e proclamato Dottore della Chiesa.
Secondo la tradizione locale, fu lo stesso Sant’Alfonso a dare avvio all’usanza di donare una coppia di galline davanti alla sua basilica in occasione della festa: un gesto che nei secoli ha rafforzato il legame tra i due luoghi di culto, oggi uniti dallo stesso itinerario processionale.
La leggenda del ritrovamento e perché le galline
Il racconto all’origine del nome popolare della festa appartiene alla tradizione orale tramandata a Pagani, e ne esistono versioni diverse: va inteso come leggenda devozionale, non come fatto storicamente accertato nei suoi dettagli specifici.
Una versione, diffusa localmente, narra che l’immagine della Madonna del Carmine fosse in origine custodita a Tramonti, sui monti a nord della costiera amalfitana, in una chiesa che la Madonna stessa, apparsa in sogno, avrebbe giudicato inadeguata; una violenta alluvione avrebbe poi trascinato il quadro fino al territorio di Pagani, dove sarebbe stato ritrovato mentre alcune galline lo becconavano. Un’altra versione, più circostanziata, colloca l’episodio nel XVI secolo, durante la Domenica in Albis (la prima domenica dopo Pasqua): alcune galline avrebbero scavato insistentemente nello stesso punto di terra, riportando alla luce una tavola lignea con l’immagine della Madonna con il Bambino.
Non essendo le due versioni pienamente conciliabili, e non disponendo questa pagina di una fonte storica primaria in grado di stabilire quale, se alcuna, sia la più attendibile, entrambe vengono qui presentate come tradizione popolare tramandata, senza affermarne una come fatto certo. Da questo racconto — in una o nell’altra versione — deriva sia il soprannome con cui la Madonna è venerata a Pagani, sia uno degli elementi più riconoscibili della festa: la presenza delle galline, portate ancora oggi dai fedeli in segno di devozione e di continuità con la tradizione.
La processione e i festeggiamenti a Pagani
Il momento centrale della festa è la processione del Lunedì dell’Angelo, che parte dal Santuario della Madonna delle Galline e attraversa le vie della città con una tappa alla Basilica di Sant’Alfonso, dove avviene il tradizionale scambio simbolico di doni tra i due luoghi di culto, incluse le galline offerte davanti alla basilica secondo l’usanza fatta risalire a Sant’Alfonso.
Tra gli elementi che caratterizzano la manifestazione vi sono le galline vive, spesso adornate con nastri colorati, portate dai fedeli in segno di devozione e in richiamo diretto al racconto legato al ritrovamento dell’immagine. La festa ha un carattere insieme religioso e popolare: accanto ai momenti liturgici e processionali, la giornata è animata da musica popolare (in particolare la tammorra, strumento tradizionale campano) e bancarelle, in un clima che negli anni ha reso la Madonna delle Galline uno degli appuntamenti di Pasquetta più noti e partecipati della Campania.
Il santuario e la basilica
Il Santuario della Madonna delle Galline (via Guglielmo Marconi, Pagani) custodisce tutto l’anno l’immagine della Madonna del Carmine venerata durante la festa; la chiesa, di impianto barocco, sorge dal 1610 accanto all’oratorio dell’Annunziatella ed è Santuario Mariano dal 1954.
La Basilica di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori (piazza Sant’Alfonso, Pagani), costruita tra il 1756 e il 1824 su progetto dell’architetto regio Pietro Cimafonte per volontà dello stesso Sant’Alfonso, è meta di pellegrinaggio anche al di fuori della festa della Madonna delle Galline, per la presenza delle spoglie del santo.
Curiosità
- Il soprannome popolare “delle Galline” è oggi così diffuso da aver in parte oscurato, nell’uso comune, il titolo mariano proprio di Madonna del Carmine.
- La coincidenza con il Lunedì dell’Angelo rende la festa una delle mete tradizionali per la gita di Pasquetta in Campania, unendo il momento devozionale a quello conviviale tipico di questa giornata.
- Il legame tra il Santuario della Madonna delle Galline e la Basilica di Sant’Alfonso, con lo scambio simbolico di doni durante la processione, è un tratto distintivo poco comune tra le feste mariane locali italiane, che unisce due culti e due edifici di culto in un solo itinerario.
Significato religioso e devozionale
Al di là degli elementi folkloristici che la caratterizzano, la Madonna delle Galline resta anzitutto una festa di devozione mariana, espressione della fede popolare di una comunità che nel tempo ha fatto della ricorrenza un momento di identità collettiva. La processione e i riti che l’accompagnano sono vissuti dai fedeli come occasione di preghiera e di ringraziamento, in continuità con la tradizione devozionale legata all’immagine custodita nel santuario.
Il legame con il Lunedì dell’Angelo colloca inoltre la festa nel cuore del tempo pasquale, arricchendo la celebrazione mariana di un significato che si intreccia con il mistero della Risurrezione.
Collegamenti correlati
Al momento non sono ancora disponibili sul sito pagine dedicate ai santi direttamente collegati a questa festa. In particolare, una pagina su Sant’Alfonso Maria de’ Liguori — la cui basilica è tappa della processione — non è ancora stata pubblicata: quando sarà disponibile, sarà naturale collegarla a questo contenuto.
