Festa · 4 ottobre

San Francesco d'Assisi

San Francesco (nato Giovanni di Pietro di Bernardone, poi universalmente noto come Francesco) è uno dei santi più venerati e conosciuti della cristianità, fondatore dell’Ordine dei Frati Minori e figura centrale della spiritualità francescana. Nacque ad Assisi, in Umbria, tra il 1181 e il 1182 e vi morì il 3 ottobre 1226. Dopo una giovinezza agiata, attraversò un lungo percorso di conversione che lo portò a scegliere una vita di povertà radicale, culminato — secondo la tradizione francescana più antica — con il dono delle stimmate ricevuto a La Verna. È patrono d’Italia insieme a Santa Caterina da Siena e, dal 29 novembre 1979, patrono degli ecologisti per proclamazione di papa Giovanni Paolo II. Si festeggia il 4 ottobre ed è legato in modo indissolubile alla città di Assisi, dove sorge la basilica che ne custodisce il sepolcro.

Biografia

Francesco nacque ad Assisi, presumibilmente tra il 1181 e il 1182 (le fonti non concordano su un anno preciso), figlio di Pietro di Bernardone, ricco mercante di tessuti, e della madre, tradizionalmente chiamata Pica. Battezzato con il nome di Giovanni, fu poi chiamato Francesco fin da bambino — il soprannome è tradizionalmente collegato dai biografi ai rapporti commerciali del padre con la Francia, sebbene l’origine esatta del nome non sia stabilita con assoluta certezza.

Trascorse una giovinezza spensierata e agiata, condivisa con i compagni della sua età e orientata, come era consuetudine per un giovane del suo ceto, verso l’ideale cavalleresco. Nel 1202 partecipò a una guerra tra Assisi e Perugia, fu fatto prigioniero e trascorse circa un anno in prigionia a Perugia; al ritorno in patria fu colpito da una lunga malattia. Nel 1205 tentò una seconda esperienza militare, partendo per la Puglia al seguito di una spedizione cavalleresca, ma — secondo il racconto delle fonti francescane più antiche — un sogno o una visione avuta a Spoleto lo indusse a tornare indietro, segnando l’inizio di un periodo di crescente inquietudine interiore e di progressivo allontanamento dalla vita che aveva condotto fino ad allora.

Negli anni successivi maturò la scelta che lo avrebbe portato a rompere pubblicamente con il padre e con l’eredità familiare, abbracciando una vita di povertà: gli episodi e le tappe di questo percorso di conversione sono approfonditi nella sezione seguente. Morì il 3 ottobre 1226 alla Porziuncola, presso Assisi, e fu canonizzato da papa Gregorio IX il 16 luglio 1228, a meno di due anni dalla morte — un tempo estremamente breve, segno della devozione già diffusa nei suoi confronti mentre era ancora in vita.

Conversione e fondazione dell’Ordine

Il percorso di conversione di Francesco, così come raccontato dai suoi primi biografi (Tommaso da Celano in primo luogo), attraversa diverse tappe: l’incontro con un lebbroso, che Francesco avrebbe abbracciato superando la ripugnanza che provava per la malattia; la preghiera davanti al crocifisso della piccola chiesa di San Damiano, presso Assisi, da cui — secondo il racconto tradizionale — avrebbe udito l’invito a “riparare la sua casa”, inteso dapprima in senso materiale (il restauro di piccole chiese in rovina, tra cui San Damiano stesso, San Pietro della Spina e la Porziuncola) e solo successivamente compreso in un senso più ampio.

La rottura con il padre, che non accettava la scelta del figlio, culminò in un episodio pubblico — divenuto tra i più noti dell’iconografia francescana — in cui Francesco, davanti al vescovo di Assisi, restituì al padre i propri abiti e ogni bene ricevuto, rinunciando formalmente all’eredità. L’episodio è collocato dalla tradizione intorno al 1206.

Da quel momento Francesco visse in povertà, dedicandosi alla cura dei lebbrosi e al restauro delle chiese, fino a quando, tra il 1208 e il 1209, si unirono a lui i primi compagni (tra cui Bernardo di Quintavalle). Scrisse per il piccolo gruppo una forma di vita ispirata direttamente al Vangelo e si recò a Roma, dove — secondo la tradizione, databile al 1209 o al 1210 a seconda delle fonti — ottenne da papa Innocenzo III l’approvazione orale della sua regola, atto che segna la nascita dell’Ordine dei Frati Minori. La forma scritta e definitiva della regola (la cosiddetta “Regola bollata”) fu approvata da papa Onorio III nel 1223, con la bolla Solet annuere.

Nel 1212 si unì al movimento Chiara, giovane nobile di Assisi, dando avvio — sempre legato alla chiesa di San Damiano — al ramo femminile della famiglia francescana, l’Ordine delle Clarisse (Povere Dame). Nel 1219, in un episodio storicamente ben documentato e spesso ricordato per il suo valore di dialogo tra fedi diverse, Francesco si recò in Egitto al seguito della quinta crociata e incontrò personalmente il sultano ayyubide al-Malik al-Kamil, senza che l’incontro producesse conversioni né da una parte né dall’altra, ma lasciando una testimonianza duratura del suo approccio non bellicoso.

Le stimmate a La Verna

Negli ultimi anni di vita, Francesco si ritirò sempre più spesso in luoghi solitari dedicati alla preghiera. Secondo il racconto delle fonti francescane più antiche — a partire da un cenno contenuto in una lettera circolare di frate Elia che ne annunciò la morte, fino ai resoconti più dettagliati di Tommaso da Celano (Vita Prima, 1228-1229) e, alcuni decenni dopo, di Bonaventura da Bagnoregio (Legenda Maior, 1263) — durante un periodo di ritiro, preghiera e digiuno sul monte della Verna, nel Casentino, tra l’estate e l’autunno del 1224, Francesco ricevette le stimmate: i segni delle piaghe della crocifissione di Cristo impressi sulle mani, sui piedi e sul costato.

Le stimmate sono l’evento che più di ogni altro ha segnato l’iconografia e la devozione legate a Francesco, ed è centrale nella tradizione e nella spiritualità francescana. Va precisato che si tratta di un evento appartenente all’ambito della fede e della tradizione agiografica, riportato con coerenza dalle fonti francescane a partire da un’epoca molto vicina alla morte del santo, ma non verificabile con gli strumenti della ricerca storica nello stesso modo di un dato documentario ordinario. Negli anni successivi alla Verna, la salute di Francesco, già provata, peggiorò ulteriormente — soffriva tra l’altro di una grave malattia agli occhi — fino alla morte, sopraggiunta due anni più tardi.

Patrono di cosa

San Francesco d’Assisi è patrono di:

  • l’Italia, insieme a Santa Caterina da Siena — patronato proclamato da papa Pio XII nel 1939;
  • gli ecologisti e, più in generale, di chi si occupa di tutela dell’ambiente e della natura — patronato proclamato il 29 novembre 1979 da papa Giovanni Paolo II con la lettera apostolica Inter Sanctos, in relazione al rapporto di Francesco con il creato testimoniato in particolare dal Cantico delle Creature (approfondito più avanti in questa pagina);
  • la città di Assisi;
  • gli animali, secondo una devozione popolare molto diffusa, legata anch’essa al suo rapporto con il creato più che a un titolo liturgico specifico.

Il legame tra Francesco e la natura, che è alla base di gran parte di questi patronati, nasce dalla sua visione religiosa del creato come “famiglia” di fratelli e sorelle, espressa soprattutto nel Cantico delle Creature, più che da un singolo episodio biografico isolato.

Festa liturgica del 4 ottobre

La festa di San Francesco d’Assisi si celebra il 4 ottobre, giorno in cui il calendario liturgico della Chiesa cattolica lo ricorda come fondatore dell’Ordine dei Frati Minori. La sera del 3 ottobre, vigilia della festa, i francescani celebrano tradizionalmente il “Transito”, la commemorazione della morte del santo, avvenuta secondo la tradizione proprio in quella notte del 1226.

Celebrazioni e territorio

Assisi è il centro del culto di San Francesco: la Basilica di San Francesco, costruita a partire dal 1228 — l’anno stesso della canonizzazione — e articolata in una chiesa superiore e una chiesa inferiore, custodisce il sepolcro del santo ed è meta di pellegrinaggio tra le più visitate al mondo. Poco fuori le mura cittadine sorge la Basilica di Santa Maria degli Angeli, che racchiude al proprio interno la piccola chiesa della Porziuncola, il luogo tradizionalmente indicato come quello della morte di Francesco e sede, ogni anno, della veglia del Transito nella notte tra il 3 e il 4 ottobre.

Le celebrazioni di Assisi per la festa del santo coinvolgono tradizionalmente anche le istituzioni civili italiane, coerentemente con il ruolo di patrono d’Italia riconosciuto a Francesco: le circostanze e le forme esatte di questa presenza istituzionale non sono oggetto di approfondimento in questa sede.

Curiosità

  • Secondo la tradizione francescana, nel Natale del 1223, a Greccio (in provincia di Rieti), Francesco allestì quella che è ricordata come la prima rappresentazione vivente della Natività, all’origine dell’usanza del presepe oggi diffusa in tutto il mondo cristiano.
  • Francesco non fu mai ordinato sacerdote: rimase diacono per tutta la vita, scelta coerente con la sua idea di umiltà all’interno della comunità che aveva fondato.
  • Gli episodi più noti della devozione popolare legati agli animali — come l’ammansimento del lupo di Gubbio o il sermone agli uccelli — non compaiono nelle fonti biografiche più antiche, ma appartengono a una tradizione narrativa successiva, raccolta soprattutto nei Fioretti di San Francesco (XIV secolo): vanno quindi considerati racconti della tradizione popolare e agiografica tarda, non episodi storicamente documentati al pari degli eventi principali della sua vita.
  • Il Cantico delle Creature, composto da Francesco negli ultimi anni di vita, è considerato tra i primi testi della letteratura italiana in volgare.

Iconografia

Nell’arte cristiana, San Francesco è tradizionalmente raffigurato con:

  • l’abito francescano, un saio di colore bruno o grigio, stretto in vita da un cordone con tre nodi, simbolo dei voti di povertà, castità e obbedienza;
  • le stimmate visibili sulle mani, sui piedi e talvolta sul costato;
  • un teschio, richiamo alla meditazione sulla morte diffusa nell’iconografia dei santi penitenti;
  • il lupo o gli uccelli, attributi legati alla tradizione narrativa popolare successiva (i Fioretti) più che alle fonti biografiche più antiche, ma entrati stabilmente nell’iconografia diffusa del santo.

Significato religioso e preghiere

Francesco è considerato dalla tradizione cristiana un modello di povertà radicale e di sequela letterale del Vangelo, oltre che un simbolo di pace e di dialogo, per l’episodio dell’incontro con il sultano al-Malik al-Kamil durante la quinta crociata. La sua figura è centrale anche per la sensibilità religiosa contemporanea legata alla cura del creato, tema ripreso in ambito ecclesiale in tempi recenti anche in documenti ufficiali della Chiesa.

Va segnalato, per rigore, che una preghiera molto diffusa e spesso attribuita a Francesco nella devozione popolare e mediatica — nota come “preghiera semplice” o “preghiera per la pace” — non è, secondo gli studi filologici disponibili, un testo autografo del santo: la sua comparsa è documentata solo a partire dagli inizi del XX secolo, in forma anonima, e la sua associazione al nome di Francesco è successiva. Per questo motivo non viene riportata in questa pagina come testo francescano.

La liturgia del 4 ottobre prevede un’orazione propria della festa, contenuta nel Messale Romano, che non viene qui riportata: il testo esatto non è stato verificato in questa sede.

Approfondimento: il Cantico delle Creature

Negli ultimi anni della propria vita, mentre le condizioni di salute peggioravano, Francesco compose il Cantico delle Creature (noto anche come Cantico di Frate Sole), un testo di lode a Dio attraverso gli elementi del creato — il sole, la luna, il vento, l’acqua, il fuoco, la terra — richiamati come fratelli e sorelle. Secondo la tradizione, gli ultimi versi, dedicati al perdono e alla pace tra gli uomini e a “sorella morte”, furono aggiunti negli ultimissimi tempi della sua vita.

Il Cantico fu composto non in latino, ma nel volgare umbro dell’epoca, ed è per questo considerato dagli studiosi di letteratura italiana tra le prime testimonianze scritte della lingua italiana. Proprio per la sua importanza, sia religiosa sia letteraria, questa pagina ne segnala l’esistenza e il significato generale senza riportarne il testo integrale: la trascrizione esatta, nelle diverse redazioni manoscritte esistenti, richiede un riferimento a un’edizione critica (ad esempio quella delle Fonti Francescane), non verificata puntualmente in questa sede.

Collegamenti interni

  • Santi del 4 ottobre (pagina calendario)
  • Patroni d’Italia (Santa Caterina da Siena)
  • Santa Chiara d’Assisi
  • Santi legati alla natura e al creato

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Domande frequenti

Chi era San Francesco d'Assisi?
Il fondatore dell'Ordine dei Frati Minori, nato ad Assisi tra il 1181 e il 1182 e morto nel 1226, tra i santi più venerati della cristianità.
Quando si festeggia San Francesco?
Il 4 ottobre. La sera del 3 ottobre i francescani celebrano il Transito, la commemorazione della sua morte.
Di cosa è patrono San Francesco?
Dell'Italia (insieme a Santa Caterina da Siena), degli ecologisti — patronato proclamato il 29 novembre 1979 da papa Giovanni Paolo II — e, nella devozione popolare, degli animali; è inoltre patrono della città di Assisi.
Cosa sono le stimmate di San Francesco e quando le ricevette?
Sono i segni delle piaghe della crocifissione di Cristo, che secondo le fonti francescane più antiche Francesco ricevette sul monte della Verna nel 1224, durante un periodo di ritiro e preghiera.
Il Cantico delle Creature è stato scritto da San Francesco?
Sì: è un testo composto da Francesco negli ultimi anni di vita, considerato tra i primi testi della letteratura italiana in volgare.
È vero che San Francesco parlava agli animali, come nella storia del lupo di Gubbio?
Episodi come il lupo di Gubbio o il sermone agli uccelli appartengono alla tradizione narrativa popolare raccolta nei Fioretti di San Francesco (XIV secolo) e non compaiono nelle fonti biografiche più antiche: vanno considerati racconti della devozione popolare, non episodi storicamente documentati.